Social Recruiter: Strategie e strumenti digitali per i professionisti HR di Anna Martini e Silvia Zanella

La figura del recruiter sta cambiando. Il suo successo dipenderà sempre più dalla sua capacità di comunicare online e di relazionarsi sui social media con i candidati, i colleghi e i clienti. Questo libro è dedicato a chi, in azienda o all’interno di società di selezione o agenzie per il lavoro, vuole dare una risposta concreta a domande tipo: Come utilizzare LinkedIn e Facebook per venire a contatto con i profili professionali più interessanti? Ha senso sperimentare Snapchat o i video? Su quali competenze marketing è meglio puntare per essere selezionatori davvero efficaci? Quali leve usare per coinvolgere colleghi (attuali e futuri) nella comunicazione aziendale?

Il potenziale umano di Daniele Trevisani

Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance.
Il metodo HPM (Human Potential Model) costituisce un modello innovativo per il lavoro di formazione e coaching, le azioni di sviluppo, la crescita delle performance. Il suo carattere innovativo ed olistico ha forti applicazioni nell’impresa, ed in campo sportivo, ed inoltre sulle azioni di sviluppo organizzativo, per le risorse umane, e sul coaching individuale. Agisce tramite il potenziamento selettivo delle risorse individuali e dei team, localizzando sia azioni “chirurgiche” di intervento su micro-competenze, così come macro-progetti di ampio respiro. La sua peculiarità consiste nel dare un fondamento scientifico al tema dello sviluppo delle energie individuali, e della capacità di canalizzarli entro obiettivi, siano essi strategici, agonistici, ma anche semplici miglioramenti nella vita quotidiana. Nello spirito del metodo, le performance sono la conseguenza di un percorso efficace di focusing, formazione e costruzione attiva su tre piani: le energie personali (fisiche e mentali), le competenze (micro e macro competenze), gli obiettivi e ideali. Il metodo HPM consente quindi di identificare i segnali cui dare attenzione per riconoscere l’insorgere di crisi, la caduta delle performance (performance breakdown), la perdita di senso, di energie, di competenze (degrado entropico).

Alberto Marino, Autosviluppo professionale

Un manuale di autosviluppo professionale rivolto ai professionisti delle risorse umane, ai manager e a tutti coloro che desiderano apprendere una metodologia semplice ed efficace per accrescere il proprio bagaglio di competenze. Il libro spiega come identificare le competenze da sviluppare, come concepire e articolare un piano d’azione efficace e, sopratutto, come riuscire a portarlo a termine, evitando le trappole che si frappongono tra la formulazione dei buoni propositi ed il raggiungimento dell’eccellenza.

Raquel Guarnieri e Paolo Baldriga – Coaching e neuroscienze

Coaching e neuroscienze (2018) è costruito su ricerche di avanguardia e sull’esperienza decennale della Escuela Europea de Coaching. Il testo si propone come un manuale per tutti coloro che sono interessati alla professione del coach. Gli autori evidenziano come le intuizioni del coaching ontologico, basato sulla teoria del linguaggio, siano convalidate dalle scoperte delle neuroscienze.

Il lettore potrà comprenderne gli strumenti  anche grazie alla trascrizione di sessioni reali che gli consentiranno di trovare risposte a domande quali: come supportare i coachee al raggiungimento degli obiettivi? Come esplicitare le conversazioni implicite che impediscono di migliorare le relazioni? Come superare le credenze limitanti che ostacolano il futuro desiderato?

Il libro ha un breve ed interessante capitolo sul funzionamento del cervello con particolare riferimento ai vari aspetti che hanno un’influenza nella pratica del coach. Un altro capitolo è dedicato ai presupposti teorici e in particolare a costruttivismo e teoria del linguaggio.

Alessandro Pannitti e Franco Rossi, L’essenza del coaching. Il metodo per scoprire le potenzialità e sviluppare l’eccellenza

Questo libro nasce dalla volontà di pubblicare un testo italiano che spieghi finalmente e in modo completo il coaching nella sua vera essenza. Punto di riferimento è il metodo  insegnato nelle università anglosassoni, come quella di Sidney, la prima università al mondo ad inserire il coaching tra le materie accademiche. È la promotrice dell’evidence-based coaching, un movimento composto da docenti universitari, ricercatori, coach professionisti che, con ricerche empiriche, convegni e riviste internazionali intende far crescere il coaching in ambito scientifico.

Fabrizia Ingenito, I capi sono soli. Un coach virtuale.

Capi allo sbaraglio, senza supporto, senza tempo, capi tra l’incudine e il martello, pressati da aspettative e risultati. Capi in difficoltà nell’esprimere quel contributo unico, umano, valoriale che ognuno di loro può e desidera offrire perché ha la responsabilità di altre persone. Cuori pulsanti di ogni azienda, cuori il cui benessere può avere un forte impatto sul business e la cui delusione potrebbe spegnere la motivazione.
Sei un capo? Vivi giornate difficili? Fai fatica a esprimerti o a comprendere chi lavora con te? Se lo vuoi, sarò il tuo coach, ti affiancherò offrendoti supporto, esperienze, strumenti.
Il testo I capi sono soli (2015) diventa un coach virtuale sul tema delle competenze comunicativo-relazionali. E così intrattiene una conversazione/dialogo con il manager che lo condurrà a costruire il suo percorso di sviluppo, obiettivi inclusi da raggiungere. Dodici capitoli quante sono le settimane del percorso che il capo può intraprendere.

Timothy W. Gallwey, Il gioco interiore del tennis. Come usare la mente per raggiungere l’eccellenza

Quando, quasi quarant’anni fa, uscì la prima edizione di questo piccolo libro, si trattò di una vera e propria rivelazione. Invece di concentrarsi sulla tecnica, Tennis: la sfida interiore si basava sulla constatazione del fatto che “in ogni incontro si giocano due partite: una all’esterno e una all’interno di te. Nella prima sfidi l’altro giocatore, mentre la seconda ha luogo dentro la tua mente, e i tuoi avversari sono il dubbio su te stesso, l’insicurezza, l’ansia e il conseguente calo di concentrazione”. Il semplice quanto rivoluzionario manuale di Timothy Gallwey, ispirato ai principi della filosofia Zen e della Psicologia umanistica, è stato uno dei testi seminali di Psicologia dello sport, quando ancora era molto difficile trovare queste due parole stampate una accanto all’altra.
Gallwey è stato un pioniere del coaching e del suo uso in molte situazioni della vita professionale e personale.

The Coaching at Work Toolkit di Suzanne Skiffington e Perry Zeus

Il Coaching at Work Toolkit (2008) è un testo che offre ai coach, in maniera completa, il supporto nell’uso delle teorie, degli strumenti, delle tecniche e delle pratiche che influenzano l’apprendimento e il cambiamento. Attraverso l’uso di casi reali, istruzioni pratiche e linee guida applicative, gli autori hanno fornito modelli, principi e tecniche che consentono ai coach professionisti di ottenere risultati rivoluzionari. Negli ultimi dieci anni gli autori, prima come praticanti e poi come educatori, hanno lavorato a stretto contatto con colleghi di tutto il mondo per sviluppare tecniche di coaching che producessero cambiamenti positivi, misurabili e duraturi.

Luisa Adani e Marina Fabiano, Diventare coach: pratiche e strumenti

Pratiche e strumenti per attivare percorsi di coaching passo dopo passo.
Il libro di Adani e Fabiano non vuole essere un trattato, non vuole disquisire su cosa è o non è il coaching, ma vuole essere uno strumento pratico, un manuale semplice e agile, completo nei riferimenti e ricco di strumenti, questionari e check list. Si propone da guida per chi desidera utilizzare il coaching, che si tratti di un coach, di uno specialista di risorse umane oppure di un manager, chiunque ritenga importante sostenere e sviluppare i propri clienti ed i collaboratori.

John Withmore, Coaching. Il padre del coaching

Come risvegliare il potenziale umano nella vita professionale e personale.
Questa è l’opera che ha maggiormente contribuito allo sviluppo del coaching, come professione e come forma mentale. Se già conosci il coaching, questo libro ti aiuterà a migliorare quello che fai, fornirà una base razionale a ciò che metti in atto intuitivamente e ti offrirà nuovi spunti di studio e approfondimento. Se invece questo è il tuo primo approccio al coaching, il libro di Whitmore ti permetterà di guardare te stesso, e gli altri, da un nuovo punto di vista.